Ieri domenica alle 5.00 della mattina eravamo svegli, pronti per una ricca colazione, per scaricare le bici dalla macchina, per ritirare i pacchi gara. Alle 7.00 la partenza, 3000 pirati schierati in griglia. Noi con i numeri duemilacentotanana eravamo sul fondo, invece la Betta, elite, era in prima batteria (si giocava il podio). La discesa verso Edolo è veloce ma poco goduta, troppi atleti lungo le curve, la sucessiva salita verso Ponte di Legno inizia già ad allungare il gruppo. Mi scende la catena e vedo tutti i miei compagni sfilare… Arriva il Gavia, 17 km di salita ad una pendenza media del 8/9 %, a metà riprendo Max e come lui tanti altri atleti. Man mano che mangio metri il paesaggio cambia, diventa poco Terreno, le gambe sembrano andare (ma so che non devo esagerare), poi questa scritta mi riporta per un momento con la testa sul momento fantastico che sto vivendo…mancano pochi km al Passo, è magia. In cima un ristoro, sali e acqua sono la benzina ideale per qusto sforzo sotto questo sole.

La discesa lunga fino a Bormio, poi ancora giù direzione Sondrio, fino ad arrivare all’attacco del Mortirolo…il cartello indica 12 km con pendenze massime del 15 %…sob.

In questi casi c’è poco da fare e bisogna scegliere: salire? SI o NO. Se scegli il NO vuole dire che comunque sei lucido e cosciente, se scegli il SI, o sei veramente forte o sei veramente poco lucido. Di pocho lucidi se ne sono visti tanti, fermi ai tornanti, con bici a mano, qualcuno sbandando insultava il corridore prossimo (non c’è spigazione razionale a questi comportamenti…fatica celebrale)…

A mio avviso il Mortirolo non ama i frettolosi, ma ama i pazienti…salire su vuole dire mettersi nella condizione mentale di fare una lenta pedalata dopo l’altra, calmo, seduto…non puoi stare troppo sui pedali, se no i polpacci…boom. Si avvicina molto al sollevamento pesi: squot con 60 kg sulle spalle.

Lungo la strada, bambini e donne muniti di secchi d’acqua ti domandano: "dove la vuoi?" E tu con bava alla bocca rispondi: "lavami tutto…". Le mosche (sempre le ho trovate sul Mortirolo) ti seguono e sembravano essere ghiotte di tutto quel sale sulla tua pelle…9 km di sofferenza, poi al 10° le pendenze calano, al 12° km il traguardo con un punto ristoro…un uomo ululava per i crampi.

Un falso piano seguito da una lunga discesa ci riporta all’Aprica…bip bip…il microchip segna la fine della mia gara…raggiungo gli altri, già belli docciati e profumati, a casa mia.

LA CLASSIFICA

Giona Uccelli (Ha percorso il mortirolo in 1.13h, solo 31 min. in più di Pantani)

Elisabetta Stampi (4° donne)

Marcello Molesini

Tobia Uccelli

Simone Dovigo

Massimiliano Fabbri